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Dal 12.01.10 al 07.04.10
Carnevale Romano, in mostra immagine e costumi della tradizione capitolina

“Carnevale romano” immagini e costumi della tradizione capitolina

Al Palazzo Braschi di Roma è aperta al pubblico fino al 5 Aprile 2010 la mostra dedicata ai festeggiamenti di Carnevale nella città eterna

 

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Le immagini e i costumi in mostra al Palazzo Braschi provengono dal Museo di Roma,dal Museo di Roma in Trastevere e da collezioni private. Si tratta di circa 90 esposte al Palazzo Braschi di Roma in occasione del Carnevale. All’interno della mostra è possibile trovare, inoltre, l’ opera “Donna-Gioiello” ovvero l’ abito scultura realizzato da Roberto Capucci nel 1984 e donato al Museo Fortuny di Venezia.
Le maschere tradizionali si chiamano Cassandrino, Rugantino, Meo Patacca e le stesse, mescolate ai costumi ispirati alla vita quotidiana, vivevano due momenti principali: la sfilata in via del Corso e la corsa dei cavalli berberi, di origine nord-africana, che partiva da piazza del Popolo. La ricorrenza era lungamente attesa nel corso dell’anno dai romani, che addobbavano palazzi e finestre e, talvolta, affittavano locali per assistere più da vicino, ma comodamente, a una vera e propria festa di tutta la città.

In occasione del Carnevale Romano, anche i viaggiatori stranieri restavano affascinati dalla bellezza dei festeggiamenti che poi rappresentavano nelle loro opere letterarie e pittoriche. Tra gli artisti romani che rappresentarono il carnevale capitolino ci sono Bartolomeo Pinelli e suo figlio Achille. Anche il disegnatore francese Jean Louis Baptiste Thomas dedicò molti dei suoi acquerelli alle corse dei Berberi e alle maschere romane. Fino ad arrivare ai dipinti di Werner, Orlov e Caffi.

La festa, nel Medioevo, era concentrata in soli due giorni (il giovedì e la domenica) mentre nei secoli successivi si arricchisce con fasto crescente e maggiore articolazione fino al XIX secolo quando, lentamente, si avvia al suo tramonto. Tramonto di cui tuttavia cospicue sono le rievocazioni letterarie, figurative, e le cronache dell’epoca, che non mancano di tramandare disposizioni, programmi e testimonianze che suonano come aneddoti, come il celebre travestimento da suonatori ciechi ambulanti di Massimo d’Azeglio, Gioacchino Rossini e Nicolò Paganini.

 

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Il video di presentazione della mostra "CARNEVALE ROMANO"